
Uno dei casi studio principali è il sito di Aruch, descritto come uno dei più importanti complessi archeologici dell’Armenia medievale. L’area, oggi sede di celebrazioni istituzionali, conserva le tracce di un grande centro urbano attivo tra il VII e il X secolo, caratterizzato da una ricchissima documentazione archeologica. Particolare attenzione è stata dedicata alla fortificazione del sito, con due principali fasi di occupazione comprese tra il IV–V secolo e il X–XII secolo. Aruch si configura come un insediamento fortificato utilizzato in modo continuativo come punto strategico di stazionamento militare, soprattutto in funzione delle campagne stagionali che si avviavano nel periodo primaverile.

Uno snodo centrale nella storia armena
Il sistema difensivo si estendeva su circa tre ettari e presentava torri leggermente aggettanti, una tipologia considerata tra le più avanzate nel panorama delle fortificazioni del mondo orientale tardoantico e medievale. La presenza di un fiume, oggi scomparso, contribuiva ulteriormente alla posizione strategica del sito. Nel corso del X secolo, con la perdita della funzione di confine, Aruch si trasformò progressivamente in uno snodo territoriale lungo le direttrici che conducevano verso il Mar Nero e le nuove capitali regionali.
Gli scavi condotti negli ultimi anni hanno restituito dati di grande rilevanza, confermando la complessità del sito e la continuità delle sue trasformazioni. Di particolare interesse è la grande basilica, tra le più imponenti del territorio armeno, costruita in un contesto inizialmente isolato ma successivamente integrata nelle dinamiche politiche e amministrative regionali. Aruch divenne infatti sede del governo armeno durante la dominazione araba, assumendo un ruolo centrale nella riorganizzazione del territorio.
Dal punto di vista architettonico, il sito presenta strutture realizzate con grandi blocchi di pietra, testimonianza dell’elevata qualità delle maestranze costruttive armene, riconosciute per la loro diffusione anche al di fuori del contesto locale. Sono inoltre attestati complessi sistemi idrici e strutture palaziali che richiamano modelli urbani come quello di Dvin.
Il sito si inserisce lungo un asse strategico riconducibile alle rotte della Via della Seta, elemento che ne rafforza il ruolo di nodo di connessione tra diverse aree del Caucaso e del Vicino Oriente. Nel quadro del progetto ArcheTourDev le attività in corso mirano non solo allo studio scientifico dei siti, ma anche alla loro valorizzazione. Sono stati individuati elementi archeologici significativi, tra cui capitelli con analogie formali che testimoniano le connessioni tra diversi contesti regionali.
Tra gli obiettivi futuri figura la possibile ricostruzione della cupola della basilica del VII secolo, mentre nell'ambito del progetto è invece prevista la messa in sicurezza e restauro delle mura della fortezza e la realizzazione di interventi di valorizzazione e comunicazione, inclusi pannelli informativi e mappe turistichedestinati a migliorare la fruizione dei siti da parte del pubblico e delle autorità locali.
È, inoltre, prevista la realizzazione di installazioni di grandi dimensioni per la presentazione del sito e la sua integrazione nei percorsi di visita. Il progetto si propone infine di coniugare ricerca archeologica, conservazione e valorizzazione territoriale, con l’obiettivo di restituire al pubblico la complessità storica e architettonica di Aruch e del suo contesto regionale
Last update
15.04.2026