TourismA 2026 Ambasciatore Ferranti
Ambasciatore Ferranti: “Un rapporto antico, sempre più solido anche grazie ai nostri studiosi”
Di seguito una sintesi del videointervento dell’Ambasciatore italiano in Armenia Alessandro Ferranti, durante la presentazione del progetto ArcheTourDev a TourismA 2026.
Il rapporto tra Italia e Armenia è antico, stimolante e affascinante. È una relazione che sta seguendo un proprio percorso sul piano storico e geopolitico e che, proprio per questo, merita di essere sempre più valorizzata. Si tratta di un rapporto bilaterale che deve essere privilegiato, perché fondato su principi che affondano le loro radici nel passato, ma che rendono estremamente attuali e concrete le opportunità di collaborazione.
In questo contesto, il ruolo svolto negli ultimi anni dalle missioni archeologiche italiane è stato eccezionale. L’Armenia sta riscoprendo il proprio patrimonio culturale e l’incontro con l’Italia si è rivelato fruttuoso e prolifico. Questo dialogo assume un valore particolare anche nel quadro dell’amicizia tra i due Paesi e della tensione dell’Armenia verso l’Europa. In questo percorso, il rapporto con l’Italia diventa un punto di riferimento importante: un modo per tendersi la mano e affrontare insieme situazioni complesse e peculiari.
Le missioni dell’Università di Firenze, dell’ISMEO e di altre realtà italiane che operano in Armenia consentono di riscoprire patrimoni che tornano oggi all’attenzione del pubblico in una dimensione olistica. Si tratta di interventi inseriti in un più ampio ambito di cooperazione allo sviluppo, che diventano anche un vettore di promozione turistica.
Un patrimonio straordinario
Un esempio straordinario è l’intervento sul sito di Garni, in particolare sul mosaico del piccolo pavimento dell’antico impianto termale di epoca romana: un lavoro magnifico realizzato dall’Opificio delle Pietre Dure. Attraverso questo intervento scopriamo come Roma fosse già presente in queste terre. Da parte armena vi è grande gratitudine verso i nostri professionisti, che si prendono cura di questi beni, riscattandoli dall’oblio e proiettandoli verso il futuro. Lo stesso vale per altri siti straordinari, come Aruch e Dvin. La cattedrale di Aruch, imponente, è rimasta per lungo tempo immersa in un contesto quasi bucolico, circondata da campi e da una piccola comunità agricola. Oggi è oggetto di una riscoperta che ne restituisce il valore storico e culturale.
Il nostro obiettivo è creare una cornice di attenzione e di collaborazione proficua con le istituzioni armene, che accompagnano con grande cura e sensibilità le attività italiane. Questo permette di rafforzare la consapevolezza di un patrimonio che appartiene certamente al popolo armeno, ma che in qualche modo appartiene anche a tutti noi. Gli interventi sono sostenuti dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e devono essere letti come un impegno concreto nello sviluppo del rapporto bilaterale tra i due Paesi. L’Armenia mostra gratitudine, ammirazione e amicizia verso l’Italia, insieme al desiderio sincero di intraprendere un percorso di studio, sviluppo e scelta di modelli. Il modello italiano suscita un interesse particolare, il fatto di averlo proposto consente oggi di rinnovare il nostro impegno accanto agli interlocutori armeni.
Sempre più interesse reciproco
Quest’anno ricorre inoltre il 350° anniversario della nascita di padre Mekhitar (ndr vedi approfondimento sotto), un altro esempio dell’antico legame tra Italia e Armenia. Così come l’isola di San Lazzaro degli Armeni, a Venezia, è un luogo straordinario che racconta molto dell’eredità della cultura armena e della sua intima condivisione con il nostro Paese. Anche la chiesa di San Gregorio degli Armeni a Napoli testimonia come l’Italia conservi tracce profonde della matrice identitaria armena. Un rapporto antico che si va rafforzando sempre più. Non a caso negli ultimi anni il numero dei visti rilasciati per turismo è triplicato. Parallelamente è in corso un importante sforzo di liberalizzazione dei visti verso l’Unione Europea, nel quale anche l’Italia è fortemente impegnata. Oggi cinque città italiane sono collegate con voli provenienti dall’Armenia. Questo dimostra la crescente curiosità dei viaggiatori e l’interesse reciproco tra i nostri Paesi.
Anche i nostri studiosi vengono accolti sempre con grande gratitudine e con uno spirito di sincera collaborazione. Le attività dei ricercatori italiani conferiscono grande prestigio al nostro Paese e rappresentano al tempo stesso uno slancio verso il futuro, rafforzando un rapporto di amicizia, collaborazione e prospettiva. Il gruppo di ricerca del SAGAS lavora in Armenia dal 2010 in diverse regioni del Paese. Dal 2021 è nato anche il progetto ArcheTourDev, che combina archeologia, sviluppo e turismo in tre siti molto diversi tra loro, che esprimono la grande complessità e ricchezza della cultura armena. Per me è un piacere poter essere qui oggi, anche se collegato da remoto, ad assistere alla presentazione dei primi risultati di questi studi che seguo sempre con molto interesse.