MENU

Emilio Cabasino: “Per AICS la cultura non è un accessorio, ma uno strumento di sviluppo”

Intervista al funzionario esperto di cultura e sviluppo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS)

Emilio Cabasino: “Per AICS la cultura non è un accessorio, ma uno strumento di sviluppo”

In occasione di TourismA 2026, il Salone internazionale dedicato all’archeologia e al turismo culturale, Emilio Cabasino, già archeologo al Ministero della Cultura e ora funzionario esperto di cultura e sviluppo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ha ricordato il percorso che ha portato la cooperazione culturale a diventare un pilastro strutturale dell’azione italiana nei Paesi partner.
In forza all’Agenzia dal 2017, Cabasino ha contribuito alla formalizzazione, nel 2024, del team “Cultura e Sviluppo”, rafforzando un ambito che AICS promuove fin dalla sua nascita e che oggi rappresenta una leva strategica per coniugare tutela del patrimonio e crescita sostenibile.

Può spiegare ai non addetti ai lavori di che cosa si occupa l’AICS?
L’AICS nasce con la legge 125 del 2014 ed è operativa dal 2016, per il tramite di una Convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale progetta, monitora e gestisce amministrativamente gli interventi di cooperazione allo sviluppo di competenza di questo ministero. Ha la sua sede centrale a Roma e una rete di 20 sedi nel mondo, ciascuna con competenze territoriali che spesso coprono più Paesi. L’Agenzia è organizzata centralmente per aree tematiche: ambiente, sviluppo agricolo, sviluppo umano, che comprende educazione e inclusione sociale, e il settore dell’emergenza. Nel 2024, con la formalizzazione di un Team specificamente dedicato alla cultura e per lo sviluppo, nell’ambito dell’Ufficio III – Opportunità e Sviluppo Economico si è voluto dare a questo settore maggiore evidenza, suggerendo una modalità operative che rafforzino la coerenza degli interventi, anche mediante la definizione di metodologie di azione e dei pertinenti indicatori di risultato.

Qual è la funzione del team Cultura e Sviluppo di AICS?
Il Team segue le iniziative in ambito culturale storico, archeologico, antropologico e altro, come ArcheTourDev per esempio, e allo stesso tempo definisce criteri e metodologie per l’organizzazione dei progetti. Ogni intervento supportato da AICS deve essere coerente con gli obiettivi generali e specifici della cooperazione allo sviluppo e deve prevedere indicatori chiari che consentano di misurarne i risultati. La “cultura” non viene considerata un elemento accessorio, ma un ambito d’azione con obiettivi concreti, strumenti operativi e impatti verificabili nel tempo.

Chi realizza concretamente i progetti finanziati da AICS?
I progetti vengono attuati dagli enti esecutori, quali:

  • Le autorità locali che intervengono con le proprie amministrazioni competenti
  • Le Organizzazioni internazionali, come per esempio l’UNESCO
  • Le Università e gli enti di ricerca, come il dipartimento SAGAS che è capofila di ArchetourDev
  • Le ONG, che spesso hanno una radicata tradizione di intervento con le realtà sociali operanti sul territorio.

Il percorso per beneficiare dei fondi per la Cooperazione allo sviluppo parte dall’individuazione di un’esigenza espressa dalle autorità del Paese partner, anche per il tramite delle nostre Ambasciate, e prosegue con la redazione di un progetto, mirato a rispondere a quella necessità. L’intervento viene quindi realizzato sul campo dalle amministrazioni del Paese o dall’ente esecutore italiano, in accordo e in costante collaborazione con le istituzioni e i professionisti locali.

Che ruolo ha AICS nel progetto ArcheTourDev?

Per ArcheTourDev, AICS ha identificato come ente esecutore l’Università di Firenze, nello specifico il Dipartimento SAGAS. Il progetto nasce da un’esigenza espressa dalle autorità armene e veicolata da questa Università che ha predisposto la proposta. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra l’Università di Firenze e ISMEO, anche su impulso del Ministero della Cultura italiano che all’epoca della nascita del progetto, a seguito di una visita dell’allora ministro Gennaro Sangiuliano, aveva assicurato la collaborazione italiana per la conservazione e gestione del sito archeologico di Garni. Poiché in Armenia non è presente una sede locale AICS, il coordinamento per il settore culturale è seguito direttamente dal Team Cultura di Roma, dell’Ufficio III.

Che cosa caratterizza questa iniziativa multidisciplinare?
Uno degli elementi distintivi è il passaggio da una concezione tradizionale di cooperazione culturale a una vera Cooperazione allo Sviluppo nel settore culturale, un cambiamento che non è solo terminologico ma sostanziale. Non si tratta semplicemente di studiare o restaurare un sito, ma di fare in modo che l’intervento generi sviluppo sostenibile, opportunità economiche e crescita professionale per le comunità locali.
Il progetto si fonda su criteri e standard internazionali, in linea con le indicazioni dell’UNESCO e con la letteratura scientifica di riferimento. Le attività nei tre siti archeologici vengono realizzate in piena sintonia con le autorità armene, coinvolgendo studenti, ricercatori e organismi di gestione del territorio. Le competenze italiane, dall’Università di Firenze all’Opificio delle Pietre Dure fino a ISMEO, operano ciascuna nel proprio ambito di eccellenza, con l’obiettivo di lasciare un valore aggiunto concreto e duraturo alla popolazione residente e alla comunità scientifica locale.

Quali sono gli obiettivi principali del progetto in Armenia?
Accanto agli obiettivi storici e scientifici, ArcheTourDev punta a migliorare in modo tangibile la conservazione, l’accessibilità e la fruizione dei siti archeologici coinvolti. Sono previsti percorsi turistici sostenibili, la formazione delle maestranze locali e la creazione di servizi capaci di rendere i siti più accessibili e comprensibili al pubblico nazionale e internazionale. Il patrimonio culturale diventa così una leva di sviluppo, capace di generare benefici economici e sociali nel lungo periodo.

Chi verifica l’esecuzione del progetto e il suo andamento?
Il primo livello di controllo spetta all’ente esecutore, che deve produrre relazioni periodiche sullo stato di avanzamento delle attività. Questi report documentano sia i progressi operativi sia la corretta gestione delle risorse. Ogni progetto AICS si basa su uno schema finanziario rigoroso, ogni euro speso deve essere collegato a un’attività specifica e a un risultato misurabile. L’impatto viene monitorato costantemente attraverso verifiche progressive e, al termine, tramite una valutazione finale che, nel caso dell’Armenia, è affidata direttamente al team Cultura e Sviluppo di Roma. Trasparenza, misurabilità e responsabilità restano i cardini dell’intero impianto della nostra cooperazione.

15 March 2026

 

Cookies

I cookie di questo sito servono al suo corretto funzionamento e non raccolgono alcuna tua informazione personale. Se navighi su di esso accetti la loro presenza.  Maggiori informazioni