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Aruch, un patrimonio sempre più valorizzato

Il recente volume Aruch. Rediscovering a Medieval Armenian Capital. Archaeological Campaigns 2022-2025 rappresenta un contributo di rilievo alla riscoperta del patrimonio archeologico del sito armeno. Ne parliamo con uno degli autori, il professor Sergio Ferdinandi      

Aruch, un patrimonio sempre più valorizzato

 

 

Nel panorama degli studi archeologici sul Caucaso, il volume Aruch. Rediscovering a Medieval Armenian Capital. Archaeological Campaigns 2022-2025 rappresenta un contributo di particolare rilievo. L'opera raccoglie i risultati delle campagne di ricerca condotte tra il 2022 e il 2025 dalla Missione Archeologica Italo-Armena “Archaeological Mission of Aruch and the “Incastellamento” of the Silk Road”, promossa da ISMEO-Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l'Oriente, in collaborazione con lo IAE NAS RA, l’Istituto di Archeologia ed Etnografia dell’Accademia Nazionale delle Scienze della Repubblica d’Armenia. Il volume è firmato da due studiosi che da anni lavorano sul patrimonio storico e archeologico dell'Armenia: Sergio Ferdinandi e Astghik Babajanyan.

Archeologo medievista specializzato nell’archeologia degli insediamenti e dell’architettura militare, Sergio Ferdinandi è vicepresidente di ISMEO e Presidente onorario della SAIC-Scuola Archeologica Italiana di Cartagine e vanta una lunga esperienza sia nel campo della ricerca che nelle Istituzioni italiane. È dirigente generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e nel corso della sua carriera ha ricoperto importanti incarichi apicali anche presso altre Amministrazioni pubbliche a partire dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, affiancando all'attività istituzionale un costante impegno nella ricerca archeologica, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, anche ricoprendo vari incarichi tra cui Ispettore archeologico onorario della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, esperto della Commissione Italiana Unesco o componente del Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici del Ministero della Cultura.

Astghik Babajanyan, archeologa e dottore di ricerca in Scienze Storiche, è una delle principali studiose armene del Medioevo caucasico. Le sue ricerche si concentrano sui sistemi difensivi medievali, sulle vie della seta e sullo sviluppo urbano dell'Armenia storica. Autrice di oltre trenta pubblicazioni scientifiche e coordinatrice di numerosi progetti internazionali, dedica particolare attenzione allo studio della cultura materiale e della vita quotidiana nelle società medievali.

 

 

Il libro non si limita a presentare i risultati degli scavi. Attraverso un approccio interdisciplinare, ricostruisce il ruolo strategico di Aruch nel sistema delle comunicazioni caucasiche e nelle reti commerciali eurasiatiche, delineando al tempo stesso le prospettive di conservazione, restauro e valorizzazione del sito. L'obiettivo è quello di trasformare uno dei luoghi più significativi della storia armena in un modello di sviluppo sostenibile, capace di coniugare ricerca scientifica, tutela del patrimonio e crescita delle comunità locali.

Aruch occupa infatti un posto speciale nella storia dell'Armenia. Centro di grande importanza politica e militare fin dall'antichità, raggiunse il suo massimo splendore nel VII secolo d.C. sotto il principe Grigor Mamikonian, diventando uno dei principali poli del potere armeno nel delicato periodo successivo alla conquista araba di Dvin. Le sue monumentali architetture – a partire dalla celebre Cattedrale di San Gregorio – testimoniano ancora oggi la centralità di questo insediamento nel quadro politico e culturale del Caucaso medievale.

Abbiamo approfondito questi temi con Sergio Ferdinandi, vicepresidente di ISMEO e responsabile della missione italiana, che ci ha raccontato il significato delle recenti scoperte, il rapporto costruito con il territorio e le prospettive future di un progetto destinato a proseguire ancora per molti anni.

02 Luglio 2026

 

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